giovedì 9 marzo 2017

8Xmille. Salvatore, nuovo economo della Cei: rafforzare la trasparenza su opere e conti

Comincia nel segno di nuovi passi avanti sul fronte della rendicontazione l’incarico del nuovo economo della Cei, il diacono Mauro Salvatore. Alla prima uscita pubblica ufficiale, di fronte alla platea degli economi diocesani e direttori degli uffici amministrativi, riuniti da ieri a Salerno per il loro convegno nazionale, lo ha spiegato lui stesso: «Entrerà in vigore a partire dall’estate 2017 la determinazione dell’ultima Assemblea generale della Cei, votata all’unanimità dai vescovi italiani a maggio scorso, in materia di massima chiarezza e trasparenza nell’amministrazione dei beni e nell’assegnazione di contributi 8xmille».

Il riferimento è all’aggiornamento della norma (n. 5 della delibera n.57) che, confermando la linea di rigore finora adottata dalla Cei, rafforza la trasparenza amministrativa, aggiornando i requisiti per l’accesso ai fondi 8xmille. «Le novità, condivise anche in sede di Commissione paritetica Stato-Chiesa, saranno sia a monte, con una più dettagliata documentazione, sotto il profilo economico e dei contenuti progettuali, sia a valle, in fase di rendicontazione ragionata. Evidenzieremo cioè se sono stati raggiunti e in quale misura gli obiettivi del contributo Cei. Inoltre – prosegue Salvatore, già economo della diocesi di Brescia e dirigente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, due lauree, sposato, con 4 figli – questa maggior corresponsabilità delle diocesi prevede anche una più efficace azione promozionale sul territorio, attraverso i media territoriali e nazionali, per dare conto ai fedeli sia dei bilanci, sia dei progetti caritativi o pastorali che la Chiesa va realizzando. Diversamente i contributi 8xmille possono apparire lontani, quando invece sostengono centinaia di opere vicine a dove viviamo, dalle casefamiglia, alle mense fino alle chiese restaurate. Perché nulla come la trasparenza e la rendicontazione motiva i fedeli a confermare la propria fiducia verso la Chiesa».

È più di un cambio di procedura. «Oggi la Chiesa è chiamata a dare testimonianza anche con standard di trasparenza ed efficacia della sua azione sempre più elevati. Un indispensabile aggiornamento, anche in risposta ad accuse infondate e talora strumentali che le vengono rivolte – prosegue Salvatore –. Il modello di questo upgrading amministrativo e gestionale impresso dai vescovi è quello delle fondazioni di erogazione, che misurano il raggiungimento del risultato. La determinazione Cei dello scorso maggio recepisce l’esigenza di innovazione e allo stesso tempo riconferma che anche la buona amministrazione è di per sé veicolo di evangelizzazione». Del suo incarico al vertice dell’economato Cei, per la prima volta non affidato ad un sacerdote, «è un segno dei tempi e un’opportunità di servizio – dice Salvatore – nel segno degli auspici del Concilio, che valorizza sempre più le varie ministerialità». Oggi oltre una diocesi italiana su 3 ha un economo laico. E in quel 36% di amministratori non presbiteri, che dotano la Chiesa italiana di nuove competenze, si contano anche 6 donne e 8 diaconi.

Fonte: Avvenire

mercoledì 8 febbraio 2017

Mettere il denaro al posto di Dio crea disastri, non solo economici

La conferenza stampa di presentazione
del Messaggio. Da sinistra Chiara Amirante,
monsignor Dal Toso e Greg Burke
 (Siciliani)
Dal successo nel cui nome si può tutto, al narcisismo che inquina i rapporti. Così la parabola dell’uomo ricco e di Lazzaro fotografa il presente
Dal Toso: il Papa indica che ascoltare la Parola ci apre all’altro
Una dimensione orizzontale: l’invito a non essere «ciechi» di fronte alle necessità dei poveri. E una dimensione verticale, che riguarda il rapporto con il Padre celeste. «Chiudere il cuore al dono di Dio che parla ha come conseguenza il chiudere il cuore al dono del fratello». Una lettura in chiave personale: messaggio destinato a ogni uomo. E anche una lettura “politica”: «Quando al posto di Dio mettiamo il denaro, succedono disastri, per esempio a livello economico e ambientale. Anche perché la voce profetica della Chiesa in questi campi resta i- nascoltata». È questa l’interpretazione del Messaggio del Papa per la Quaresima (clicca qui per leggerlo) che ieri, in conferenza stampa hanno dato monsignor Giampiero Dal Toso, segretario delegato del dicastero per il servizio dello Sviluppo umano integrale,e Chiara Amirante, fondatrice della comunità “Nuovi Orizzonti”.
Questo è un Messaggio che aiuta ad aprire gli occhi, ha fatto notare il sacerdote. «In sostanza il Papa ci ricorda che non è indifferente come la persona si relaziona all’altro: se cioè intende la vita come un prolungamento o un’apertura del proprio io». E la “chiave” che permette questa apertura è proprio la Parola di Dio, hanno sottolineato Dal Toso e Amirante. Perché ascoltarla permette di scoprire le necessità dei più bisognosi. Chiudere cuore e orecchie a questa Parola fa diventare simili al ricco della parabola evangelica, da cui il Messaggio per la quaresima prende spunto. «La radice dei mali del ricco – ha detto a tal proposito il sacerdote, citando il documento – è il non prestare ascolto alla Parola di Dio; questo lo ha portato a non amare più Dio e quindi a disprezzare il prossimo». Quindi l’indicazione di Francesco è chiarissima. «Tanto più l’uomo può aprirsi all’azione di Dio – ha ricordato Dal Toso –, tanto più diventa sensibile anche alle persone che gli stanno intorno. Questo è un messaggio molto forte: ascoltare Dio significa anche ascoltare l’uomo. Riconoscere che nell’altro non c’è un pericolo, che non devo avere paura, ma che l’altro è un dono, un qualcosa che mi arricchisce è soprattutto il riconoscimento di una grande esperienza umana».
Tutto questo ha anche sviluppi sul piano sociale. «Anche se questo è un messaggio quaresimale con un forte appello alla conversione individuale, ci sono anche altre dimensioni», ha ricordato monsignor Dal Toso. Ad esempio «una nuova attenzione alle fasce più deboli della società, altrimenti non potremo costruire un mondo nuovo per tutti». Ci sono 50 anni di magi- stero della Chiesa, da Giovanni XXIII in poi, – ha rimarcato il sacerdote – che sottolineano come un certo ordine del mondo possa costituirsi soltanto su alcuni principi fondamentali, ma sappiamo quanto questa voce sia stata ignorata». E alcuni problemi sono nati, ha aggiunto, «anche per il fatto che questa voce profetica è stata ignorata». Anche secondo Chiara Amirante la dimensione socio- politica del testo papale diffuso ieri è palese. «Attraverso la parabola del ricco e di Lazzaro – ha detto – il Messaggio delinea un quadro delle tentazioni dell’uomo contemporaneo: superbia, vanità e attaccamento al denaro, con quest’ultimo che è diventato in pratica il nostro tiranno ». In altri termini «il mancato ascolto della Parola – ha ricordato la fondatrice della comunità “Nuovi Orizzonti” – fa sì che l’idolatria del denaro produca disastri, che il veleno del consumismo si diffonda sempre più, che la mentalità dell’“usa e getta” sia entrata anche nelle relazioni interpersonali, che il “mi piace” abbia preso il posto del vero e che relativismo e narcisismo inquinino i rapporti sociali. Così in nome del successo tutto è permesso». Con il suo Messaggio, dunque, il Papa, ha aggiunto Amirante, «ci dice che il rispetto per la vita dell’uomo va di pari passo con il rispetto dell’ambiente sociale e naturale».

lunedì 6 febbraio 2017

8/9 febbraio – Giovani e lavoro: quale futuro per i giovani nel Sud?

Le Diocesi del Sud Italia e quelle della Sardegna si preparano al convegno dell’8 e 9 febbraio 2017 a Napoli su Chiesa e Lavoro: quale futuro per i giovani del Sud? in collaborazione con gli Uffici per la pastorale sociale e il lavoro.
L’evento si inserisce nel percorso nazionale della Settimana sociale sul tema del lavoro che si terrà a Cagliari nell’ottobre 2017.
Non solo convention ma dialogo e riflessione, parole di speranza per il dramma della disoccupazione, ma anche entusiasmo per esperienze positive di imprese che funzionano, di risorse umane che pensano al lavoro in modo libero, creativo, partecipativo e solidale, come ne parla Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium (192).
Frutto di queste due giornate un documento in cui confluiranno i contributi provenienti da più parti, dalle chiese diocesane che custodiscono esperienze diverse, quelle di chi attende, di chi è deluso, di chi ha smesso di sperare, e di quanti hanno trovato l’occasione, l’intuizione, il coraggio di inventarsi una nuova strada.
Due facce di una stessa medaglia che convivono nelle stesse terre, nei medesimi comuni e costituiscono il sostrato culturale e sociale di un Sud fragile quanto forte di idee e valori.
I Vescovi del Sud provano a parlarne, e chiedono a tutti di tenere vivo il dibattito sul tema, per mostrare non le soluzioni, ma le strade migliori per raggiungerle.

giovedì 2 febbraio 2017

Azzardo. Slot, stretta «morbida» del governo

Alla Conferenza Stato-Regioni il progetto di riassetto. Prevista la riduzione e la concentrazione delle slot ma rischiano di saltare i limiti stabiliti dai Comuni

di Umberto Folena (Avvenire)

Un testo ampiamente annunciato, nelle sue grandi linee. Qua e là condivisibile, almeno delle intenzioni. Ma con molte approssimazioni e lacune, troppe per poterlo giudicare soddisfacente. Il Governo deve fare di più proprio per venire incontro alla finalità dichiarata nelle prime righe della Proposta che presenta oggi alla Conferenza Stato-Regioni in tema di azzardo: «Garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute ». Il testo infatti riconosce il fallimento: l’aumentata offerta di azzardo (definita sempre genericamente «gioco») ha provocato «una nuova emergenza sociale che ha indotto gli Enti locali, in assenza di un quadro regolatorio aggiornato, a scelte in generale riduttive».

A grandi linee, la Proposta propone anch’essa una 'riduzione': l’eliminazione delle 'macchinette' entro l’anno in corso da alberghi, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari, circoli privati ed esercizi commerciali ed entro tre anni da bar e tabaccherie che non saranno in grado di trasformarsi in 'categoria A' (dedicando alle newslot – Awp nel nuovo gergo del Governo, ossia Amusement with price, divertimento con premio – una sala apposita); e la riduzione entro l’anno delle stesse newslot in base alla dimensione della superficie dei locali. L’operazione, già prevista dalla Legge di Stabilità, dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) portare il numero delle macchine a 264mila, con una riduzione del 30 per cento. La Proposta prevede anche di «innalzare il livello qualitativo dei punti gioco», ad esempio con una formazione specifica degli addetti per contrastare l’azzardo patologico e addirittura «l’obbligo di segnalazione di soggetti patologici ai servizi sociali del comune e il divieto di accesso per persone soggette alla dipendenza e inserite in programma di recupero ». Ora, una lacuna vistosa della Proposta, e in generale di tutto il dibattito sul tema, è che il numero dei malati di Gap (Gioco d’azzardo patologico) è stimato in 800mila dal Dipartimento nazionale antidroga, della Cnr di Pisa e da Ipsos, e in nessun caso certificato per Sistema Gioco Italia (Confindustria); ma il Governo non ha mai avviato un studio specifico. E molte sono le Asl che nemmeno comunicano al Ministero il numero dei malati in cura.

Come possono gli esercenti 'riconoscere' un malato che entra nel loro locale? Ma il punto di maggiore criticità, nella Conferenza di oggi, sarà sicuramente il potere sottratto agli enti locali: i locali con certificazione di classe A saranno sottratti ad ogni vincolo di distanza minima dai luoghi sensibili stabiliti dai sindaci. Per capirci, a una tabaccheria basterà dedicare l’intero ambiente all’azzardo (non solo newslot, ma anche Lotto e gratta e vinci) per essere di classe A e operare impunemente. Il testo sa perfettamente che questo punto è debole e in coda aggiunge che in una «imprevista situazione emergenziale» gli enti locali potranno agire, d’intesa con Polizia e Finanza, «in deroga alle disposizioni previste dall’intesa». E già l’espressione «imprevista emergenza» è una tautologia da antologia: se un’emergenza potesse essere prevista, non sarebbe più tale... Il testo glissa sul tema della pubblicità, di cui la società civile e un corposo drappello di parlamentari chiedono la proibizione totale, limitandosi timidamente a invocarne la riduzione e rimettendosi a un futuro, auspicabile «confronto a livello europeo ». Ma soprattutto dove sono gli altri giochi d’azzardo? Non ci si ammala solo di newslot e Vlt, ma anche di gratta e vinci, scommesse sportive... e l’azzardo on line? La Proposta del Governo tace fragorosamente. Difficilmente oggi i rappresentanti degli enti locali – che la piaga dell’azzardo la vivono quotidianamente, sulla pelle dei loro cittadini – staranno zitti.

LA CRITICA La Consulta antiusura: rimedio inefficace

La Consulta Nazionale Antiusura esprime una netta critica alla proposta del Governo alle Regioni e ai Comuni per la regolazione del gioco d’azzardo sul territorio. A questo proposito una bozza di "accordo", inspiegabilmente tenuta "riservata" davanti all’opinione pubblica, presenta passaggi anche inquietanti. In primo luogo, equivocando sull’espressione "riduzione dell’offerta di gioco", si confonde l’esigenza - ormai drammatica - di un ritorno indietro da un’inflazione spaventosa di azzardo con la ipotizzata mera "sostituzione" degli strumenti tecnologici (slot machine) e la loro concentrazione in "sale di tipo A". Per il presidente don Alberto D’Urso ridurre il numero di apparecchiature, infatti, non equivale a ridimensionare la quantità di gioco d’azzardo. Per cui, è il giudizio, il rimedio del governo appare inefficace.

Iniziativa. Ecco come aiutare le neo mamme a tornare al lavoro

Al via un percorso per ridefinire la propria vita professionale. Partirà a Milano sabato 25 febbraio alle ore 10

di Maurizio Cacucci (Avvenire)

Sempre più donne, dopo la maternità, si trovano a dover riscoprire e ridefinire la propria vita professionale, per questo Helping Mama, piattaforma di servizi e di sostegno per le famiglie, ha studiato #MiReinvento: un percorso teorico-esperienziale grazie al quale confrontarsi per gestire al meglio la nuova veste di mamma-lavoratrice. Il corso di coaching, tenuto dalla coach Micol Vago, partirà a Milano (Via Bettino Ricasoli, 2) sabato 25 febbraio alle ore 10: quattro incontri che si terranno ogni 15/20 giorni, con l’eventualità di concordare alcuni cambi di date in base alle esigenze delle partecipanti. «Il percorso - spiega Micol - sarà basato sull'ascolto e sulla discussione delle situazioni che le partecipanti vivono nella loro quotidianità. Il coaching, infatti, non dà soluzioni preconfezionate ma è un metodo che fa emergere dalle persone le soluzioni più adatte a loro».

HelpingMama (http://helpingmama.it) è una piattaforma di servizi e di sostegno per le famiglie, fondata da tre psicologhe e una coach, che offre una serie di servizi integrati: dalla consulenza psicologica all’assistenza per il ritorno al lavoro dopo la maternità, dall’educazione cinofila per una felice convivenza con gli amici a quattro zampe al sostegno per affrontare il complesso rapporto tra giovani e web.